La presente scheda intende fornire le informazioni relative agli aspetti societari, legali e fiscali delle società di diritto croato e le modalità per la costituzione.

1.1 Aspetti legali/societari.
In Croazia sono possibili le seguenti forme societarie:

1.1.1 Società di persone.

  • Società in Accomandita Semplice (in Italia: S.A.S.; in Croazia: k.d.)
  • Società Pubblica (in Croazia: j.t.d.)
  • Imprenditore individuale (in Croazia: obrtnik)
  • Società Tacita (in Croazia: t.d.)

1.1.2 Società di capitali:

  • Società per Azioni (in Italia: S.p.A.; in Croazia: d.d.)
  • Società a Responsabilità Limitata (in Italia: S.R.L.; in Croazia: d.o.o.)
  • Società a responsabilità limitata semplificata (in Italia S.R.L.S. in Croazia: jd.o.o.)
  • Associazione economica d’interesse (in Croazia: g.i.u.)
  • Filiale di una società estera (in Croazia: podružnica). Unità organizzata a norma di legge di un’entità estera. La società madre è responsabile per tutti gli obblighi derivanti dalle operazioni della filiale.

Il capitale sociale minimo per costituire una s.r.l. (DOO) è di circa 2.700,00 euro (l’equivalente di 20.000,00 kune croate) e si può prevedere che la s.r.l. sia uni- personale (socio unico persona fisica o giuridica). L’amministratore può essere un cittadino croato o straniero, così come il consiglio di amministrazione.

Il capitale sociale minimo per costituire una s.r.l.s. è di circa 1,30 euro (l’equivalente di 10,00 kune croate).

Il capitale sociale minimo per costituire una S.p.A. è di circa 27.000,00 euro (l’equivalente di 200.000,00 kune croate).

1.2 Aspetti fiscali.
1.2.1 Imposta sul reddito d’esercizio.
In Croazia l’aliquota delle imposte sul reddito è così suddivisa:

  • 10% se nel periodo di imposta è stato realizzato un fatturato inferiore ai 7.500.000 kune (circa € 1.000.000). Coloro che rientrano in questa categoria possono scegliere se pagare l’imposta sull’utile effettivamente incassato (principio di cassa) oppure sui redditi di competenza.
  • 18% se nel periodo di imposta è stato realizzato un fatturato superiore ai 7.500.001 kune (oltre € 1.000.000). In questo caso la tassazione è determinata attraverso il principio competenza e non per cassa.

Le spese di rappresentanza sono deducibili per il 50% così come i costi relativi all’automobile, inoltre è possibile riportare le perdite a nuovo fino a 5 anni.

1.2.2 Imposta sul valore aggiunto.
L’aliquota ordinaria è del 25% ed il credito iva viene solitamente rimborsato entro 45- 60 giorni.
Ci sono dei regimi agevolati che sono:

  • aliquota del 5% per pane, latte, libri, medicine, attrezzatura medica, spettacoli cinematografici, editoria;
  • aliquota del 13% per prestazioni alberghiere, energia elettrica, olio ed altri generi alimentari.

C’è la possibilità di entrare nel regime per cassa (anziché di competenza) per i soggetti che hanno un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro (15 milioni di kune).

1.2.3 Distribuzione del dividendo.
Il dividendo è quella parte di utile che viene distribuito dalla società ai suoi soci dopo aver pagato le imposte sul reddito d’esercizio, coperto le eventuali perdite ed accantonato le eventuali riserve.

Il dividendo è un reddito da capitale ed è solitamente soggetto alla cosiddetta doppia imposizione economica internazionale in quanto sia il Paese della Fonte (cioè il Paese in cui il reddito viene prodotto – nel caso in esame la Croazia) che il Paese della Residenza (cioè il Paese in cui è fiscalmente residente il soggetto che percepisce il dividendo – ad esempio l’Italia) possono legittimamente esercitare il loro potere impositivo su quel reddito.

Per ovviare alla doppia tassazione, la convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Croazia dice, all’art.10:

1. I dividendi pagati da una società residente di uno Stato contraente ad un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato (cioè nello Stato della Residenza del soggetto percipiente – nel nostro caso l’Italia).

2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente ed in conformità della legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i dividendi ne è l’effettivo beneficiario, l’imposta applicata non può eccedere il 15% dell’ammontare lordo dei dividendi.

Nel caso che stiamo esaminando la Croazia applica una ritenuta alla fonte del 10%.
Nel caso in cui il soggetto percipiente sia una società di capitali europea che detiene almeno il 10% delle quote per più di 1 anno, subentra la direttiva madre-figlia che prevede l’azzeramento della ritenuta alla fonte.

Per determinare l’aliquota nel paese di residenza si deve verificare paese per paese. Attualmente in Italia il 95% del dividendo è escluso da tassazione quindi la base imponibile è data dal 5% dell’ammontare e la tassazione (pari al 24%) totale sarà quindi pari al 1,2%.